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Cantiere Norcia: la città "cuore dell'Umbria"

Cantiere Norcia: la città "cuore dell'Umbria"

Nella fotografia: Piazza del Duomo prima del sisma del 2016 (Creative Commons Attr. Share Alike 3.0, Hans Peter Schaefer)

Norcia è una città dal fascino speciale. Distesa ai piedi dei Monti Sibillini, adagiata sull’altopiano della Valnerina, la città è racchiusa dentro le sue solide mura rinascimentali, che le conferiscono una caratteristica ed evocativa forma a cuore, da cui deriva il suo soprannome, “Cuore dell’Umbria”. Una piccola città raccolta di circa 5.000 abitanti, caratterizzata da un dedalo di piccole frazioni e da itinerari naturali e da interessanti percorsi storici e artistici, nonché da numerose tappe culinarie. Articolata in rioni, detti guaite, Norcia vanta un ampio patrimonio artistico, nonostante i vari terremoti che l’hanno distrutta nel corso dei secoli.

Antica urbe fondata dai Sabini nel V secolo a.C., Nursia viene conquistata dai Romani nel III secolo a.C., divenendone un importante Municipio. Probabilmente il nome della città deve essere posto in relazione con il nome etrusco della dea romana della Fortuna, Northia. Con la decadenza dell’Impero Romano d’Occidente e le invasioni che ne conseguono ad opera delle popolazioni barbariche, il centro abitato viene devastato a più riprese. Proprio in questo periodo, Norcia vede la nascita del suo cittadino più illustre, San Benedetto, fondatore del monachesimo occidentale. Libero Comune nel 12. Secolo, nel Quattrocento la città passa alla Chiesa che le concede una notevole autonomia.

Nel corso del 17. Secolo Norcia, fortemente vincolata a Roma, vive un interessante periodo di vivacità artistica e culturale, come riflesso allo splendore Barocco della capitale. Nel 1859 un devastante terremoto distrugge 600 edifici su 676 esistenti: da quel momento in poi l’amministrazione pontificia impone rigide norme che proibiscono di elevare nella città edifici oltre i tre piani di altezza e prescrivono l’impiego di particolari materiali da costruzione.

Nel 20. Secolo la città vive uno dei momenti economici più difficili. L’agricoltura tradizionale non riesce a sostenere la concorrenza delle colture intensive e le campagne vivono un periodo di forte emigrazione verso gli Stati Uniti, dove si stabiliscono numerose colonie di nursini, e soprattutto verso Roma. Qui, gli artigiani esperti nella lavorazione della carne di maiale, impiantano numerose attività commerciali, il cui nome, norcineria, è fortemente evocativo.

Dopo il terremoto del 1979, che sconvolge ulteriormente il territorio, la città vive una rinascita economica, con l’avvio di alcune attività industriali e soprattutto con la promozione turistica ed alberghiera che diventa preponderante nel bilancio economico dell’area.

Il terremoto che colpisce il centro Italia tra l’agosto e l’ottobre del 2016 danneggia alcuni tra i tesori più importanti del patrimonio artistico del luogo, tra questi la Basilica di San Benedetto, risalente al 12. Secolo, che in seguito alle forti scosse è completamente crollata, conservando intatta solo la facciata.

La Norcia di oggi è una città a forte vocazione turistica: le attività legate alla lavorazione della carne di maiale e alla raccolta del tartufo nero la rendono una meta ambita anche da una clientela internazionale che soprattutto in estate affolla le eccellenti strutture ricettive. I prodotti di carne suina trovano la loro peculiarità nelle tradizionali tecniche di produzione: uno fra i prodotti più celebri è il Prosciutto di Norcia, distinto dal 1998 dal marchio di Indicazione Geografica Protetta (IGP). Tra le altre attività economiche artigiane, la lavorazione del ferro battuto, finalizzata alla produzione di accessori per la casa. L’economia delle campagne rimane strettamente legata alla pastorizia, a cui si aggiunge la coltura di prodotti ortofrutticoli, tra i quali le famose lenticchie di Castelluccio, riconosciute dal marchio IGP.