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Roma chiusa al pubblico: Palazzo Incontro

Roma chiusa al pubblico: Palazzo Incontro

Nella fotografia: La facciata di Palazzo Incontro in via dei Prefetti a Roma.

Testo non disponibile in inglese:

Situato nel rione Campo Marzio nel centro di Roma, Palazzo Incontro è un edificio costruito nella seconda metà del ‘700 da Giovanni Paolo Burij. Il palazzo insiste su un’area già interessata in epoca romana da edifici commerciali e condomini (le antiche “insulae”), databili tra la fine del II e l’inizio del III secolo d.C. La zona, densamente abitata durante il Medioevo, nel XVI secolo diviene proprietà dell’Ospedale di San Maria della Pietà dei poveri pazzerelli, la più antica istituzione religiosa dedicata all’assistenza di persone affette da disturbi mentali.

Per la costruzione dell’edificio, Paolo Burij demolisce alcune antiche costruzioni, tra cui la Cappella della Madonna del Divino Amore, poi ricomposta nelle vicinanze. Durante il ‘700, l’ordine religioso proprietario dell’edificio, adibisce il palazzo all’uso affittuario, con la realizzazione di abitazioni private destinate alla nascente borghesia romana. Con la presa di Roma da parte dell’esercito italiano, la proprietà viene assorbita dai possedimenti del neonato Regno d’Italia e quindi affidata alla nuova Provincia di Roma (oggi Città Metropolitana di Roma), istituita nel 1870.

La facciata del complesso è realizzata nel modello tipico del tardo Barocco, con un modesto cortile contenente una fontana a forma di ninfeo. Il piano terra, della superficie di oltre 600 metri quadrati, viene dotato dopo il restauro del 2007 di un caffè letterario e di una libreria di carattere generalista, mentre nei due piani superiori, trovavano sede spazi espositivi per allestimenti temporanei e iniziative sociali ed istituzionali di carattere internazionale. Dopo la soppressione delle Province Italiane avvenuta nel 2014, Palazzo Incontro è stato chiuso al pubblico.

Il progetto di dismissione: l’edificio è confluito nel “Fondo Immobiliare Provincia di Roma”, un fondo comune di investimento riservato a investitori professionali, sottoscritto interamente dall’ente pubblico. L’obiettivo del fondo è la dismissione del proprio patrimonio immobiliare interamente localizzato nella città di Roma. Avviato nel 2012 da BNP Paribas REIM SGR, dal 2018 il Fondo è gestito da Antirion SGR (www.antirionsgr.it), a seguito dell’aggiudicazione della procedura per la selezione di una nuova società di gestione. La vendita dell’immobile, la cui destinazione catastale è mista (museo, uffici, residenziale) risulta affidata (marzo 2021) al gruppo Colliers (www.colliersitaly.it). Secondo l’annuncio, il palazzo, dichiarato di interesse culturale e sottoposto alle disposizioni di tutela del Codice dei beni culturali e del paesaggio, si sviluppa su sette piani fuori terra, incluso il piano ammezzato e un piano interrato, per un totale di circa 5.100 metri quadri. L’edificio è sottoposto al diritto di prelazione del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e degli altri enti pubblici territoriali titolati.