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Studi: Asmara, la piccola Roma

Studi: Asmara, la piccola Roma


Capitale e principale centro industriale, economico e culturale dell’Eritrea, Asmara è conosciuta anche come la “Piccola Roma” o come la “Città modernista d’Africa”, in riferimento alla struttura urbanistica frutto del lavoro di progettisti italiani tra la fine dell’800 e gli anni ‘40 del secolo scorso.

Nella fotografia: La stazione di servizio "Fiat Tagliero". L'immagine è tutelata dalla licenza "Creative Commons Attribution Share Alike 3.0 International" (Wikimedia Commons)

La Fondazione Prisma dedica una costante ricerca alla valorizzazione del patrimonio edilizio italiano anche al di fuori dei confini nazionali. E' possibile infatti ritrovare eccellenti esempi di architetture italiane dell'800 e del '900 in Russia, Slovenia, Grecia e in Africa. Ed è proprio in Africa, esattamente ad Asmara, in Eritrea, che si trova la maggiore concentrazione di edifici razionalisti italiani al di fuori dei confini nazionali. La Fondazione Prisma ha dedicato uno studio sulla città e sulle architetture della capitale Eritrea intitolato "Asmara, la piccola Roma". Parte delle ricerca è stata inserita nel numero 02 del "Diario On Line" della fondazione, consultabile anche sul sito.

Asmara: la piccola Roma

Capitale e principale centro industriale, economico e culturale dell’Eritrea, Asmara è conosciuta anche come la “Piccola Roma” o come la “Città modernista d’Africa”, in riferimento alla struttura urbanistica frutto del lavoro di progettisti italiani tra la fine dell’800 e gli anni ‘40 del secolo scorso.

Fondata su un altopiano ad oltre 2.300 metri di altezza, su un’area occupata sin dal 12° secolo da quattro villaggi indipendenti, Asmara conosce il suo primo sviluppo nella prima decade del ‘900, cui risalgono i primi piani regolatori. Il nome della città deriva dalla lingua tigrina, “Arbate Asmera” che significa “I quattro sono uniti”. Nonostante la fusione dei nuclei originari, Asmara rimane pressoché un villaggio fino agli anni ‘80 del 19° secolo, quando la popolazione inizia ad incrementarsi in maniera significativa grazie alla fondazione di un mercato locale.

Occupata dalle truppe italiane nel 1889 e divenuta capitale della colonia, la città viene dotata di una tratta ferroviaria che collega il porto di Massaua sul mar Rosso ed il forte militare di Saati, a pochi chilometri dalla città: la linea ferroviaria viene prolungata fino alla capitale nel 1911. Tra gli edifici più rilevanti della prima fase edilizia si annoverano la Cattedrale della Madonna del Rosario e il Teatro lirico.

Durante gli anni ’20, il profilo architettonico della capitale muta radicalmente con la costruzione di nuove strutture e di edifici in stile razionalista e Art Dèco, ancora oggi ben riconoscibili nel tessuto urbano. Tra gli edifici più notevoli del periodo coloniale sono da segnalare il cinema “Impero”, considerato uno degli esempi emblematici dello stile razionalista e la stazione di servizio “Fiat Tagliero” in stile futurista. Durante il Fascismo, che investe molto nell’Eritrea, considerata la base ideale per l’invasione dell’Etiopia, la popolazione di Asmara aumenta di oltre 30 volte, fino a sfiorare le 100.000 unità, oltre la metà dei quali cittadini italiani.

E’ proprio la massiccia presenza dei coloni che induce i progettisti a riprodurre ad Asmara il concetto di città italiana con la creazione di un corso centrale, di mercati, caffè e luoghi di incontro e di culto. A differenza della capitale etiope Addis Abeba, gli architetti non sentono il peso dello stile e della monumentalità imperiale imposta dal regime: nascono così architetture di grande fantasia all’interno di una struttura urbanistica all’avanguardia per l’epoca.